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Vivia Paravicini

Officine REMA

OPERATRICE UMANITARIA, ANTROPOLOGA E MEDIATRICE ETNOCLINICA

@officinerema | 2025

Durante gli studi di Antropologia Culturale a Bologna si trova a dover scegliere quale lingua extra europea studiare e, con criteri a dir poco superficiali, decide di esplorare l’arabo. Quella sarà la prima di tante scelte che la portano l’anno seguente in Libano ad approfondire quella lingua tanto potente e delicata. A partire da Beirut la visione del mondo si amplia improvvisamente e con irruenza e vi entrano non solo la lingua araba , ma anche la Palestina, le primavere arabe e l'ergersi della fortezza Europea. 

Dopo una laurea in Migrazioni e Diritti Umani alla School of Oriental and African Studies (SOAS) a Londra, Vivia torna in Libano dove inizia a lavorare nel settore della Cooperazione internazionale con varie ONG. Dopo più di due anni in Libano e tanti dubbi sul ruolo delle ONG nei confronti delle comunità locali e la sensazione di far parte di un sistema che replica dinamiche coloniali, decide di andare in Palestina, per conoscere e capire meglio quel Paese di cui ha sentito tanto parlare. 

Iniziano così i quasi quattro anni più intensi e istruttivi della sua vita e carriera. In Palestina lavora con due diverse ong, ma gli insegnamenti veri provengono dalle persone incontrate e la vita vissuta accanto ad esse. In Palestina e’ testimone di cosa vuol dire vivere sotto un regime di apartheid e come, i vari livelli di oppressione vanno ad intaccare il senso di identita di un popolo intero. Allo stesso tempo ha il privilegio di assistere alla potenza della collettività, basata sulla cura degli altri come atto di resistenza.  

Dopo una tappa in Germania, nel 2024 torna in Italia, a Roma dove continua a collaborare con una ong tedesca, per cui gestisce e coordina progetti europei che mirano a contrastare la tratta degli esseri umani. La spinta vera per tornare in italia dopo più di 10 anni fuori però viene da un gruppo, un po 'magico, incontrato al Centro Studi Sagara all’inizio di quel 2024. Quel gruppo di persone e storie le fa credere nella possibilità di creare spazi in cui professionisti che lavorano con persone migranti si interrogano su se stessi e mettono in discussione il proprio etnocentrismo, con curiosità e umiltà. Da quell’esperienza si aprono altri mondi, che dialogano tra di loro. Da questo dialogo nasce anche Officine Rema!

Attualmente vive a Roma, dove collabora con la Cooperativa Rifornimento in Volo come antropologa all’interno dello sportello di etnopsicologia.